1 des. 2009

Francisco González Ledesma. Intervista

Ha un passato di avvocato e caporedattore a La Vanguardia Francisco Gonzales Ledesma , decano dei giallisti spagnoli, il cui imprinting giornalistico è evidente nei noir di matrice sociale. Parliamo di Barcellona, di libri, delle dittature...
Esordisce molto presto come scrittore e a 21 anni ha già vinto il prestigioso Premio Internazionale per il romanzo con Sombras viejas, ma con l'inasprirsi del regime franchista inizia uno dei periodi più bui per il Paese, che si traduce anche in una censura dei suoi scritti considerati "pornografici e comunisti". Ledesma opta quindi per l'avvocatura e per il giornalismo, ma pur di non abbandonare la sua prima passione dedide di scrivere (sotto pseudonimo) le "novelas de quiosco", romanzetti pulp, western, considerati letteratura di serie B. Lo farà per oltre quindici anni ma, come ascolterete nell'intervista, quell'esperienza si rivelerà centrale per l'acquisizione della sua tecnica narrativa. Solo a partire dal 1975 Ledesma ritorna a pubblicare libri con il suo vero nome, e crea il personaggio del poliziotto Mendez, sempre vestito di scuro e con libri in tasca, che per portare a termine le sue indagini non disdegna l'aiuto di emarginati, prostitute ed ex-galeotti.
Un poliziotto nostalgico, innamorato di una Barcellona che non c'è più, amante dell'alcool e delle storie di strada. Lasciamo che a presentarcelo sia proprio Francisco Gonzales Ledesma, che qui parla del suo Mistero di strada, edito da Giano.
Di questi giorni è invece la pubblicazione di Storia di un Dio da marciapiede, sempre per i tipi di Giano.

Intervista di Anna Casanova. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.

RadioAlt, 1 dicembre 2009