12 ag. 2008

Francisco González Ledesma - Soldados

Gianfranco Franchi

Soldados” è la trasfigurazione del destino tragico d’una generazione non sconfitta, ma scavalcata e irrimediabilmente superata: tre maturi personaggi – un avvocato di destra, un ex militante del partito comunista, un imprenditore in crisi economica – nati nell’acerba e fiduciosa Spagna pre-franchista, reduci dalle ombre e dai guasti del regime, invariabilmente fuori posto nella nazione nuova, incrociano i loro destini. Tessitore delle trame è González Ledesma, scrittore classe 1927, abile dialogista, narratore visivo e discretamente cinematografico: indagatore dei contrasti e delle ombre della psiche dei personaggi principali, sembra voler creare un’allegoria della Spagna nuova nel personaggio femminile: una figura comprimaria di lusso. È una suora che ha finito per prostituirsi, per combattere altre miserie; e ha difeso come ha potuto la sua verginità, negandosi a chi voleva possederla sin quando è stato possibile. È la figlia di Pepe Collar, l’imprenditore sessantenne che sta per chiudere baracca, e sprofondare forse nella povertà (come il vecchio regime…): rifiuta la sconfitta, e si batte per evitare il tracollo. Intanto, sente il tempo come una cosa liquida nelle sue mani, che va perdendo goccia a goccia (p. 53); e nemmeno sospetta quel che sta succedendo a sua figlia.
Come va la Spagna filtrata dalla giovane donna? È avvolta da una luce irreale e smorta, nelle prime battute. E la ragazza ha uno sguardo grigio e irreale. Infine, la luce diventa meschina. Questo è l’incipit del romanzo. La purezza è finita in un bordello, cerca di preservarsi a dispetto di tutto.
Forse a Ledesma serviva – come nella tragedia greca – il sacrificio di qualche figura simbolica per riequilibrare il destino dei suoi concittadini: un passaggio di consegne lineare e placido non poteva essere nelle cose. E naturalmente la realtà storica non è stata dissimile, soltanto più cruda e fredda. La povertà e la fame sono così difficili da raccontare: l’atrocità e la sofferenza non hanno parole adatte, solo immagini. Metafore. Il lessico non è mai abbastanza spoglio.
Così, pure volendo momentaneamente accantonare la congettura della ragazza come emblema della condizione e delle sorti della nazione (oppure: della sua compromessa innocenza) rimangono le oscure sorti dei personaggi, “Soldados” di una guerra che non combatte più nessuno: idealista l’uno, Marcos, senza più fede nel partito – il non più clandestino e omicida partito comunista – e morboso il secondo, Esteban l’avvocato, confuso dalla vicenda di violenza e morte in cui suo figlio (la Repubblica?) sta per cacciarsi, forse non del tutto volontariamente: vicenda che accidentalmente intercetta e decide lui stesso.
Esteban, Pepe e Marcos vivono nel passato e nelle memorie: il presente è una deviazione cupa. Questa deviazione cupa Ledesma narra, tra Madrid e Barcelona, senza escludere colpi di scena, fatalità, rivelazioni inattese e un paio di personaggi laterali interessanti (una giovane tossicodipendente, sboccata e lasciva, e l’ombra di uno scrittore: invitiamo gli psicanalisti e i biografi alla lettura del suo rapporto con il vecchio imprenditore). Si rimane in attesa di uno spiraglio di luce, ma l’unica luce sembra essere che la vita – per altri – è appena iniziata.
L’opera, pubblicata in Italia da Meridiano Zero nel 1999, torna in libreria a circa dieci anni di distanza: una buona occasione per apprezzare il respiro della narrazione di uno scrittore dal chiaro mestiere e dalle non adeguatamente esplorate ambizioni paradigmatiche; chi apprezza i noir si godrà un buon libro di genere, chi cerca una lettura atipica della Spagna degli anni Ottanta rimarrà sicuramente sedotto dalla potenza simbolica del romanzo. Piacevole conferma per i primi, piacevole sorpresa per i secondi.

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A latere. La mia edizione è fregiata da una dedica d’eccezione, quella d’un maestro – uno degli ultimi – dell’editoria italiana. Quel maestro saluto e ringrazio: questa è una copia unica, come unico è stato il suo contributo alla mia formazione di lettore e di letterato. Danke.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Francisco González Ledesma (Barcelona, Spagna 1927), avvocato, giornalista e scrittore spagnolo.

Francisco González Ledesma, “Soldados”, Meridiano Zero, Padova 1999.
Traduzione di Carla Polettini. Collana Meridianonero, 4.

Prima edizione: “Soldados”, 1985.
Approfondimento in rete: Rassegna stampa italiana / Gangsterera / Dossier De Premsa /

Lankelot. Luglio-Agosto 2008.